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Nella visita in Israele e Palestina dello scorso mercoledì 3 febbraio, il Leader dell’Ammore ha offerto alla diplomazia mediorientale l’ennesimo saggio del proprio formidabile, spudorato, incosciente sprezzo del ridicolo (bisogna capirlo, lui vorrebbe ammare con ingenua bontà l’universo mondo… :-D ): al mattino ha incontrato i vertici dello Stato d’Israele affermando che Piombo fuso è stata una “giusta reazione” agli attacchi palestinesi, disconoscendo le evidenze del rapporto Goldstone (faccio ancora fatica a capire come si possa razionalmente considerare “proporzionato” l’attacco a Gaza per il quale in sole tre settimane sono stati causati oltre mille morti e migliaia di feriti in reazione ai lanci dei Qassam palestinesi che in otto anni hanno causato meno di venti vittime israeliane…); nel pomeriggio è quindi passato a distribuire sorrisi (un po’ meno) ai Palestinesi (i quali, avendo saputo delle sue esternazioni mattutine, erano un tantino contrariati), dichiarandosi addolorato per le morti di Gaza (quelle stesse che, davanti agli Israeliani, giudicava “giuste”!!!) e giungendo al punto di equipararle a quelle della Shoah!

BSBE @ KortocirKuito

La notte di venerdì 29 gennaio, nonostante la bufera di neve :P che imperversava, i Bud Spencer Blues Explosion hanno fatto visita live al KortocirKuito di Rovato, deliziando il pubblico con la consueta pirotecnìa delle progressioni blues hendrixiane cesellate dalla Strato di Adriano Viterbini sul tappeto ritmico di Cesare Petulicchio; la linea dei bassi è talmente ben lavorata da Adriano che non si sente la mancanza di un legno dedicato. ’sti romani so’ proprio tosti, e il loro ironico understatement li rende pure simpatici.

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Il Primo marzo 2010 gli immigrati alzeranno la testa per far capire agli italiani quale sia la consistenza del loro contributo all’economia (e non solo) di questo Paese.

Aggiornamento 31/1

Il 6 febbraio prossimo in Piazza Loggia a Brescia, ore 14:30, si terrà la manifestazione antirazzista in risposta ai provvedimenti discriminatori attuati a più livelli dalle istituzioni italiane (dal governo nazionale sino ai comuni della provincia).

Aggiornamento 6/2

Ecco alcune immagini dal corteo svoltosi questo pomeriggio a Brescia.

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Riporto qualche immagine del raduno nazionale dell’associazione “Il Cicloviaggiatore”, svoltosi quest’anno il 31 ottobre e 1 novembre a Brescia con la partecipazione di oltre cento “eversivi” delle due ruote. Un’occasione davvero simpatica per incrociare gente con una sensibilità speciale e condividere esperienze di viaggio avventuroso sulle due ruote a trazione umana. Grazie al segretario Emanuele Bena e a tutti gli altri appassionati!

Per l’occasione ho pensato di arrivare sul luogo col trike, così da fare un po’ di showcasing propagandistico a favore delle reclinate. E i gnari, incuriositi, hanno apprezzato. :-)

Il trike ha suscitato curiosità... e voglia di provarlo... ;-)

Il reclinato Marco Spada

La tribù (extra)urbana dei reclinati

La sala conferenze in cui si sono tenuti gli interventi sulle esperienze di viaggio

Amo Gesù, ma non sono cristiano. Il fatto è che voi cristiani siete in gran parte dissimili da Gesù, non vi comportate secondo i suoi insegnamenti descritti nella Bibbia.
Mohandas Karamchand “Mahatma” Gandhi

I leghisti sono comici (il Presidente della Camera direbbe, appropriatamente, “stronzi”): dall’alto della loro levatura morale (si fa per dire… ;-) ), forgiata da decenni di battaglie sul filo dell’estremismo xenofobo, sono giunti al disgustoso punto di bollare come “cattocomunista” il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, seconda carica della cristianità cattolica, accusandolo (udite-udite!) dell’”infamante” pratica “politica” d’essere accogliente verso gl’immigrati (e cosa dovrebbe mai fare un apostolo di Cristo se non questo?!).

Quel troglodita di Calderoli chiede, rivolgendosi al cardinale, «Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?». Ma non si rende conto che sta bestemmiando il suo dio? Pensa forse Calderoli che se Cristo avesse dovuto scegliere tra difendere un simbolo e difendere una persona, avrebbe preferito il simbolo?

Tettamanzi è semplicemente coerente con la sua missione apostolica: un cristiano che ascolti davvero la parola di Cristo non può che stare dalla parte dei diseredati, senza discriminazione di sorta. Se, come sostiene la Lega, stare dalla parte dei diseredati equivale ad essere di sinistra, allora Cristo è di sinistra e i leghisti non sono veri cristiani: chiunque pieghi il suo precetto verso posizioni reazionarie sta evidentemente insultando il vero spirito cristiano.

Sembra che i leghisti stiano tentando goffamente di costruire un’interpretazione strumentale del cristianesimo assimilandolo sincreticamente ai loro ridicoli miti-fumetto del retaggio celtico e altre puttanate assortite (la fantomatica “tradizione”) cui darebbe credito solo qualche avvinazzato frequentatore della sagra della porchetta — d’altra parte, questo è il tenore dei loro simposi!

Le parole del direttore di Ffwebmagazine.it, Filippo Rossi, descrivono perfettamente la faccenda: «I demagoghi mandano via il prete dall’altare, ne prendono il posto, fanno un comizio e la chiamano predica. Li definiscono “cristianisti” ma in fondo sono semplici bestemmiatori, mercanti di paura che cacciano Gesù dal tempio, svuotando la fede di qualsiasi senso religioso. Il loro evidente antenato è quel Charles Maurras che fondò il movimento di estrema destra Action Française. Maurras si definiva athèe catholique, e per questo fu scomunicato da Pio XI. Il paradosso è tutto qui: difendono il cristianesimo ma, di certo, non sono buoni cristiani. [...] Questo succede quando la politica si arroga il diritto di utilizzare la religione come carta d’identità, come facile strumento per riempire la propria vuotezza. Questo succede quando la politica prende in prestito la fede per farne uno strumento di odio e divisione. Quando si confonde la croce con un simbolo di partito, si arriva a pretendere che la religione si adegui alle regole perverse della politica, perda l’universalità per occuparsi del contingente, perda l’altruismo per rifugiarsi nel più bieco individualismo. È la politica che diventa giudice della buona e della cattiva religione in funzione degli interessi di un partito.»

Pier Ferdinando Casini, leader UdC: «Mi piace chi difende il crocifisso e il presepe; quello che non posso accettare è il doppiopesismo per cui si difende il crocifisso e poi lo si spacca sulla testa di un immigrato o s’inaugura un presepe insultando in modo vergognoso il cardinal Tettamanzi.»

I leghisti sembrano quei pazzi che, senza sentire ragioni o dubbi, danno dei “pazzi” ai sani di mente: ormai vedono cospirazioni eversive/mondialiste/relativiste ovunque, senza risparmiare neppure gli alti prelati della loro stessa confessione religiosa! Non è che magari gli unici fuori di testa siete proprio voi, cari Calderoli, Castelli & compagnia?

Di questo passo, con la vostra ossessione per la “tradizione” e il “localismo”, non ci sarà da stupirsi se un giorno vi si ritroverà rintanati in qualche spelonca attorno a un fuoco, o appollaiati su qualche palafitta a intrecciare canne, o abbarbicati su qualche costone roccioso a fare incisioni rupestri! Parafrasando un vecchio adagio verrebbe da dire: non poniamo limite alla Regressione!

I più duri-e-puri tra i leghisti si chiesero: "Perché fermarci alle tradizioni dei celti se possiamo riscoprire quelle dei loro antenati neanderthaliani?"

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Crocifisso: avere o essere?

Quando una Religione è buona, credo che sappia sostenersi da sé; quando non ne è capace e Dio non si preoccupa di sostenerla, cosicché i suoi aderenti siano costretti a chiedere l’aiuto del Potere Civile, è segno, nella mia esperienza, del suo essere cattiva.
Benjamin Franklin

E’ davvero esilarante, in un Paese dove la doppiezza morale è titolo di merito per rivestire cariche di vertice sia nel pubblico che nel privato, sentire ululati bipartisan per la difesa dell’ostensione dei crocifissi negli spazi pubblici!

Il crocifisso è la proverbiale foglia di fico che consente d’occultare le vergogne della classe dirigente nazionale catalizzando pavlovianamente i visceri dell’opinione pubblica bovina: si dicono cristiani, ma poi evadono le tasse, manomettono la legislazione per favorire i propri interessi, discriminano gli immigrati, le donne, gli omosessuali, favoriscono il clientelismo e la connivenza con la criminalità, speculano sulle persone e sull’ambiente…

Una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che accoglieva il ricorso di una cittadina finlandese residente in Italia, in cui si chiedeva la rimozione dei simboli religiosi dalle aule scolastiche pubbliche, è bastata per far repentinamente affiorare la generalizzata immaturità (verrebbe da dire paraculismo) della politica italiana. Un “ministro” della repubblica si è permesso di ridicolizzare la Corte e augurare (cristianamente, s’intende! ;-) ) la morte degli oppositori della sua visione del mondo (eppoi parlano dei talebani…); tutti gli altri, da destra (ovvio) a sinistra (ovvio anche questo, dato che la sinistra è morta da un pezzo, si sa! il PD è un mostro redivivo senz’anima, l’ennesima trasmutazione incompiuta del vecchio PCI), ad esclusione dei soliti Radicali e di qualche timido esponente di Sinistra e Libertà, hanno platealmente mostrato la propria costernazione.

Tutti vittime dell’erronea convinzione che l’usanza d’apporre il crocifisso negli spazi pubblici sia giunta a noi come benevolo retaggio della tradizione cristiana, mentre la realtà storica inoppugnabile è che si tratta solo di un’imposizione maturata in un contesto in cui la religione cattolica era religione di Stato, come spiega nitidamente un pacato intervento del prof. Michele Ainis la cui chiusa è mirabilmente in sintonia col pensiero di Benjamin Franklin citato qui sopra:

Se una religione è forte, se ha fede nella sua capacità di suscitare fede, non ha bisogno di speciali protezioni.

Verrebbe da suggerire agli sbraitanti paladini del crocifisso obbligatorio che sarebbe molto più apprezzabile se loro, invece di fare crociate in difesa dei simboli, si convertissero finalmente al reale spirito del cristianesimo, se lo incarnassero con i loro comportamenti di rettitudine sociale invece di vestirsene oscenamente. Un cattolico che osteggia gl’immigrati, o che fa speculazione edilizia, o che si sottrae al pagamento dei tributi, o che sfrutta i lavoratori, o che truffa i risparmiatori, …, un cattolico di tal fatta, dicevo, bestemmia il suo Dio! Meglio Cristo nel cuore che Cristo in ostentato supplizio.

STOP femminicidio

Contro la violenza sulle donne

Ieri pomeriggio, mentre stavo in Via Dieci Giornate con gli altri del circolo UAAR di Brescia per il consueto stand di propaganda laica (tema del giorno, neanche a dirlo, “Scrocifiggiamo l’Italia”), si sono visti sfilare lungo i portici bandiere e cartelloni… leggo “STOP femminicidio”; chiedo di che si tratta e mi dicono che in Piazza Loggia c’è la manifestazione dell’Unione Donne in Italia (UDI), a conclusione della Staffetta di Donne contro la violenza sulle Donne, iniziata un anno fa a Niscemi.

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Un bianco/ariano Natale

Noi afferriamo avidi una legge
per farne un’arma della nostra passione.
Un’altra legge, una più antica, mi dice
di resisterti, una che ordina:
ogni straniero è sacro.
Da “Ifigenia in Tauride”, J.W. Goethe

Quei cazzoni dei leghisti mi permettono (mio malgrado) di allungare la lista delle idiozie politiche nostrane: dopo la cacciata del terrone comunista da parte del sindaco di Ponteranica è ora la volta della caccia allo straniero da parte del sindaco di Coccaglio!

E’ l’operazione “Bianco Natale” per “ripulire la cittadina dagli extracomunitari” :shock: , come avrebbe detto il suo ideatore, l’assessore alla sicurezza Abiendi della giunta di destra del comune di Coccaglio, rilasciando un’intervista al Giornale di Treviglio. Parole che hanno indotto il parroco del paese a prendere posizione per smorzare i toni e ricondurre tutto nell’alveo della rispettabilità borghese (ci mancherebbe altro che siano razzisti! in fin dei conti ci sono solo una marea di precedenti…).

Certo che quel “bianco” proprio casuale non sembra… L’assessore Abiendi ovviamente minimizza (il solito giochetto di chi scaglia il sasso per compiacere lo stomaco dei propri elettori e poi nasconde la mano per evitare grane giudiziarie — Gentilini docet), ma tiene a precisare che «per me il Natale non è la festa dell’accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità». Aridaje co’ ’sta tiritera della tradizione/identità! Ma se Cristo si facesse vivo dalle parti di Coccaglio sarebbe più legato alla tradizione o all’accoglienza? (io propendo per la seconda alternativa — e credo di essere in buona compagnia, visto che è la stessa posizione di padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Brescia). L’assessore, come ogni fervente baciapile che si rispetti, per difendersi dai sospetti sfodera la patente da buon cattolico: «Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov’era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa» [e 'sti cazzi!, NdB].

Penoso. :(

Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri.
Don Lorenzo Milani

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Ho la nausea.

Per l’ennesima volta, senza nemmeno un minimo di pudicizia, il cosiddetto “presidente del consiglio” escogita un provvedimento legislativo per aggiustare le sue vertenze giudiziarie mascherandolo come fosse un’emergenza nazionale da affrontare nell’interesse collettivo.

Appelli di protesta:

Striscione dalla manifestazione antimafia di Reggio Calabria (2007)

Segnalo che questa settimana il Corriere della Sera Magazine dedica la cover story alla gente che non si piega, coloro che con coraggio in questi anni stanno reagendo alla devastazione socio-economica perpetrata dalla criminalità organizzata in Italia.

Il reportage di Marco Imarisio si apre con un’immagine commovente di Rosanna Scopelliti accanto alla fotografia del padre, il magistrato Antonino Scopelliti ucciso nel 1991 dalla ‘ndrangheta: in questi anni si è impegnata nel movimento Ammazzateci Tutti e ha costituito la Fondazione Scopelliti in memoria del padre.

Di volti e storie ne vengono presentati parecchi, a testimonianza che in questo Paese, nonostante la squallida meschinità di tanta parte degli attori della vita politica, c’è ancora qualche speranza: Gianluca Guida (direttore Istituto penale minorile di Nisida, impegnato nel reinserimento sociale dei ragazzi), Alessandra Clemente (creatrice della Fondazione Silvia Ruotolo in memoria della madre uccisa accidentalmente durante un conflitto a fuoco per le strade di Napoli), Rosaria Iazzetta (artista attiva a Scampia), Amato Lamberti (fondatore dell’Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità), Rosaria Savignano (tra i coordinatori del Progetto Chance per dare opportunità oneste ai ragazzi che abbandonano la scuola), Tano Grasso (presidente onorario della Federazione Antiracket Italiana), Rossana Apaza-Calavijo (coordinatrice di Casa Antares, per le donne in difficoltà), Fabio Giuliani e don Tonino Palmese (referenti per la Campania di Libera), Silvana Fucito (presidente dell’Associazione San Giovanni a Teduccio per la legalità), suor Rita Giaretta (fondatrice di Casa Ruth, per le donne vittime del racket della prostituzione).

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