
Amo Gesù, ma non sono cristiano. Il fatto è che voi cristiani siete in gran parte dissimili da Gesù, non vi comportate secondo i suoi insegnamenti descritti nella Bibbia.
Mohandas Karamchand “Mahatma” Gandhi
I leghisti sono comici (il Presidente della Camera direbbe, appropriatamente, “stronzi”): dall’alto della loro levatura morale (si fa per dire…
), forgiata da decenni di battaglie sul filo dell’estremismo xenofobo, sono giunti al disgustoso punto di bollare come “cattocomunista” il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, seconda carica della cristianità cattolica, accusandolo (udite-udite!) dell’”infamante” pratica “politica” d’essere accogliente verso gl’immigrati (e cosa dovrebbe mai fare un apostolo di Cristo se non questo?!).
Quel troglodita di Calderoli chiede, rivolgendosi al cardinale, «Perché non è mai intervenuto in difesa del crocifisso? Perché parla solo dei rom?». Ma non si rende conto che sta bestemmiando il suo dio? Pensa forse Calderoli che se Cristo avesse dovuto scegliere tra difendere un simbolo e difendere una persona, avrebbe preferito il simbolo?
Tettamanzi è semplicemente coerente con la sua missione apostolica: un cristiano che ascolti davvero la parola di Cristo non può che stare dalla parte dei diseredati, senza discriminazione di sorta. Se, come sostiene la Lega, stare dalla parte dei diseredati equivale ad essere di sinistra, allora Cristo è di sinistra e i leghisti non sono veri cristiani: chiunque pieghi il suo precetto verso posizioni reazionarie sta evidentemente insultando il vero spirito cristiano.
Sembra che i leghisti stiano tentando goffamente di costruire un’interpretazione strumentale del cristianesimo assimilandolo sincreticamente ai loro ridicoli miti-fumetto del retaggio celtico e altre puttanate assortite (la fantomatica “tradizione”) cui darebbe credito solo qualche avvinazzato frequentatore della sagra della porchetta — d’altra parte, questo è il tenore dei loro simposi!

Le parole del direttore di Ffwebmagazine.it, Filippo Rossi, descrivono perfettamente la faccenda: «I demagoghi mandano via il prete dall’altare, ne prendono il posto, fanno un comizio e la chiamano predica. Li definiscono “cristianisti” ma in fondo sono semplici bestemmiatori, mercanti di paura che cacciano Gesù dal tempio, svuotando la fede di qualsiasi senso religioso. Il loro evidente antenato è quel Charles Maurras che fondò il movimento di estrema destra Action Française. Maurras si definiva athèe catholique, e per questo fu scomunicato da Pio XI. Il paradosso è tutto qui: difendono il cristianesimo ma, di certo, non sono buoni cristiani. [...] Questo succede quando la politica si arroga il diritto di utilizzare la religione come carta d’identità, come facile strumento per riempire la propria vuotezza. Questo succede quando la politica prende in prestito la fede per farne uno strumento di odio e divisione. Quando si confonde la croce con un simbolo di partito, si arriva a pretendere che la religione si adegui alle regole perverse della politica, perda l’universalità per occuparsi del contingente, perda l’altruismo per rifugiarsi nel più bieco individualismo. È la politica che diventa giudice della buona e della cattiva religione in funzione degli interessi di un partito.»
Pier Ferdinando Casini, leader UdC: «Mi piace chi difende il crocifisso e il presepe; quello che non posso accettare è il doppiopesismo per cui si difende il crocifisso e poi lo si spacca sulla testa di un immigrato o s’inaugura un presepe insultando in modo vergognoso il cardinal Tettamanzi.»
I leghisti sembrano quei pazzi che, senza sentire ragioni o dubbi, danno dei “pazzi” ai sani di mente: ormai vedono cospirazioni eversive/mondialiste/relativiste ovunque, senza risparmiare neppure gli alti prelati della loro stessa confessione religiosa! Non è che magari gli unici fuori di testa siete proprio voi, cari Calderoli, Castelli & compagnia?
Di questo passo, con la vostra ossessione per la “tradizione” e il “localismo”, non ci sarà da stupirsi se un giorno vi si ritroverà rintanati in qualche spelonca attorno a un fuoco, o appollaiati su qualche palafitta a intrecciare canne, o abbarbicati su qualche costone roccioso a fare incisioni rupestri! Parafrasando un vecchio adagio verrebbe da dire: non poniamo limite alla Regressione!

I più duri-e-puri tra i leghisti si chiesero: "Perché fermarci alle tradizioni dei celti se possiamo riscoprire quelle dei loro antenati neanderthaliani?"
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