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Ho avuto la ventura d’imbattermi nel blog di una giovane velista americana davvero tosta, Teresa Carey, la quale ha fatto la scelta radicale e alternativa di vivere in barca, e di farlo in maniera frugale, secondo princìpi di semplicità.

Dal 2008, anno in cui ha acquistato il suo Nor’Sea 27 battezzato “Daphne”, ha sperimentato la vita a bordo a tempo pieno, i disagi ma soprattutto le immense soddisfazioni dell’essere per mare, e ne ha tratto uno splendido blog molto piacevole da leggere che è diventato fonte d’ispirazione per tanta gente in fuga dalla prigionia delle convenzioni sociali, del carrierismo, del consumismo…

Ora è alle prese con la produzione del documentario “One Simple Question” (pubblicazione prevista verso metà 2012), a metà strada tra avventura naturalistica e manifesto esistenziale, cronaca di un viaggio alla ricerca degli iceberg avvenuto la scorsa estate lungo la costa orientale del Canada a bordo della BCC Elizabeth, la barca del compagno, Ben Eriksen, col quale da anni condivide la passione nautica.

Fair winds, sailing fellow!


La solita storia.

Il sistema ha abortito uno dei suoi campioni e c’è gente in piazza che festeggia la “liberazione”… vent’anni fa c’era gente in piazza che faceva altrettanto… intanto la Matrice si ricarica… :-?

Ancora qualcuno s’illude che un Paese in cui i processi decisionali si svolgono nel perverso connubio di scarsa etica e scarso controllo democratico (per cui a priori mancano le inibizioni morali alla realizzazione dei crimini e a posteriori mancano trasparenza, vigilanza e sanzioni contro i crimini commessi) possa mutare in futuro? Come si fa a mutare il sentimento diffuso in buona parte dell’elettorato italiano, per cui è prioritario l’interesse corporativo e particolare a scàpito del bene comune, per cui alla competenza e al merito si privilegia la relazione collusiva, per cui alla solidarietà si preferisce lo sfruttamento e la predazione? Come si fa a sperare davvero che il futuro possa produrre una rappresentanza degna se i rappresentati non lo sono?

Salutiamo sin d’ora il prossimo populista e la sua corte miracolistica: viva Berlusconi, viva Scilipoti, viva Scajola, … viva la Terra dei Cachi! arrivederci al 2031 per l’epilogo della prossima pagliacciata!

PS: il casting per il prossimo Pagliaccio del Consiglio è aperto… potresti essere tu! Verifica se il tuo profilo corrisponde al gradimento dell’italiano medio:

  • adori il kitsch e la finzione, tanto che hai perso il contatto della tua stessa coscienza?
  • ispiri carisma nei lobotomizzati e compatimento/disprezzo negli avveduti?
  • racconti balle con una spudoratezza epica… e riesci pure a farti credere da folte schiere di lobotomizzati?
  • fai battute di cattivo gusto e non te ne vergogni?
  • preferisci concedere incarichi pubblici a ragazze qualificate in bocchini piuttosto che in Bocconi (eventualmente entrambi…)?
  • sei disposto ad attorniarti di petulanti leccapiedi bifronte che ti stanno appresso solo perché vogliono parassitizzare un po’ della tua ricchezza?
  • spergiureresti sulla testa dei tuoi figli… tanto sai che l’aldilà è solo una favola da preti?
  • t’ingrazieresti le gerarchie ecclesiastiche per appiccicarti addosso un po’ di quella reputazione che i tuoi elettori bigotti lobotomizzati si aspettano da te?

Notissimo nel mondo culturale per le sue posizioni post politiche, premonitrici di un futuro quanto più avanguardista tanto più ermetico nella sua effimera trasposizione delle rerum principia illiberalmente catalogabili secondo le definizioni quantistiche. Insomma, la sua intelligenza si riassume nel suo indimenticabile motto EEEEEEEEEEEEEEEEE…..EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
“Fiasco Rossi” da Nonciclopedia

Ciao Vasco,
non ti ho mai sopportato. Mi sei sempre sembrato un triste conformista della “trasgressione”, un patetico bourgeois del rock a cui ben si addicono le comparsate di fine carriera da quel lisciatore di cariatidi di Mollica e dal benemerito vicesindaco di Sucate, Red Ronnie.

E’ per questo che non mi ha sorpreso la tua querela a quelli di Nonciclopedia: bisticciare su un florilegio umoristico di nonsense è proprio un atto d’intelligenza e liberalità degno di un Radicale pannelliano! Deprimente…

Aggiornamento 5/10/2011

Vasco ritira la querela, al prezzo della censura.

Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.
Il Ministro della Distruzione Italiana, Marysthell Gelmini (23/9/2011).

Mentre il Paese va (letteralmente) a puttane, il nostro prodigioso Governo del Dire/Fare®/Baciare/Lettera/Testamento (ci stiamo arrivando…) festeggia un’altra Grande Opera® realizzata (a nostra insaputa) e inaugurata dal Grande Membro al motto di “finalmente un tunnel adeguato alle mie proporzioni!”: il fantomatico tunnel CERN-LNGS, meglio noto come Tunnel Gelmini, oltre 700 km di pura ingegneria mentale cui l’Italia, a quanto risulta dall’odierno comunicato stampa del Ministro della Distruzione (presumibilmente rettificato nei prossimi giorni, ma di cui conserviamo indelebile screenshot qui sopra per il sollazzo dei posteri), “ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro”.

Ma la cosa più comica è il successivo comunicato di precisazione in cui (da buon ministro della Distruzione) riesce a dubitare della sintassi della lingua italiana: «Premesso che il comunicato stampa del Miur poteva essere formulato in maniera più precisa [sic!], è in malafede chi ritiene che qualcuno al Ministero possa pensare veramente che esista un tunnel di questo tipo». Colpa dei soliti comunisti illiberali capaci solo di sovvertire la miracolosa evidenza della realtà!

Qualcuno ancora non ha capito perché l’Italia nell’ultimo decennio è franata al di sotto del resto d’Europa?

***

Anche noi, nell’attesa della venuta di un governo degno, fatto di gente seria e competente, vogliamo propiziare la celere decadenza dell’attuale ostendendo la Sua imbarazzante effigie.

Giovedì 18 agosto alla tradizionale Festa di Radio Onda d’Urto i Verdena hanno soddisfatto il pubblico con oltre due ore di esibizione, pescando parecchi brani dal loro ultimo lavoro di studio (WOW) oltreché diversi successi da Requiem e più remoti (Valvonauta, Starless, Il suicidio del samurai…).

Un paio di cose non mi hanno convinto: il missaggio (il piano e il basso erano spesso troppo saturi) e i cori (talvolta orribilmente stimbrati); tutto il resto gradevole e coinvolgente, con i ragazzi a proprio agio sul palco, ironici, e con qualche citazione estemporanea (anche hendrixiana) della chitarra di Alberto nello stacco tra le esecuzioni.

Recensioni WOW:

Il 26 luglio scorso Vinicio Capossela si è esibito al Parlaggio del Vittoriale degli Italiani per il tour “Marinai, Profeti e Balene”. Ospiti perfette le Sorelle Marinetti in Calipso e Pryntil. Delirio finale con “L’Uomo Vivo (Inno al Gioia)”. Pubblico adorante.

Sembrava impossibile, ma qualche italiano finalmente s’è svegliato;-)

Che si stia forse avvicinando la fine politica del Nano sodomita e del suo modo arrogante e falsario di governare la realtà?

Sono stati anni in cui il populismo berlusconiano ha titillato gli atteggiamenti e gli istinti più deleteri dell’indole italiana, sostenendo la conservazione dei privilegi corporativi, la furbizia dei condoni, il disarmo dei settori produttivi a favore della finanziarizzazione dell’economia, la speculazione ambientale, la diffidenza verso i diversi, l’ostacolo al progresso nei diritti civili. Anni in cui l’Italia sullo scenario europeo e internazionale è stata irrisa e umiliata più di quanto la sua tradizionale debolezza c’avesse abituati. Anni d’impudico mercantilismo valoriale (per cui si è portata la corruttela fino a lambire l’evidenza pubblica senza vergognarsene — vedasi ad esempio lo scandalo appalti della Protezione civile e la compravendita di parlamentari), di ribaltamento sistematico del senso etico (la mercificazione della donna, l’empatia verso gli evasori fiscali, l’ipocrita connivenza di ampi settori della Chiesa cattolica…). Anni in cui la Destra, aggressiva e ultraconservatrice, si è autoproclamata “moderata” (sic!) e “riformista” (sic!) denigrando quotidianamente gli avversari, definiti “estremisti” ed etichettati con il ridicolo stereotipo di “comunisti”…

Ho la speranza che la gente con questo voto abbia voluto anche riportare un po’ di moralità linguistica nella dialettica italiana, affinché si nominino le cose col loro proprio nome invece di distorcere le parole a uso e consumo della propaganda più indecente e decerebrata.

Adorabili, vincitori Piolets d’Or 2011.
Rispetto e ammirazione per questi splendidi svitati!




Aggiornamento 18/8/2011

E’ di pochi giorni fa la notizia che un altro forte alpinista, Giovanni Quirici, è stato vittima dell’Eiger; mi torna purtroppo alla mente la scomparsa di Claudio Chiaudano, alpinista di grande talento e sensibilità umana che ebbi modo di conoscere quando svolgeva l’attività d’istruttore CAI.

Aggiornamento 18/10/2011

Il compagno di cordata di Claudio Chiaudano sull’Eiger 2003, Beppe Chiaf, ha perso la vita sul Cervino. Terribile.

Che personcina di buon cuore il “nostro” presidente del consiglio! In Libia, come nel resto del mondo arabo/persiano, sono in atto insurrezioni contro regimi dispotici, che dittatori come Gheddafi stanno tentando di reprimere nel sangue, e qual è la reazione del governo italiano? Un “educato” silenzio diplomatico per non disturbare i carnefici! Allucinante…

Governanti che continuano a ragionare con le vecchie categorie ottocentesche della realpolitik bismarckiana, senza accorgersi che il mondo sta progressivamente convergendo verso la consapevolezza di aspirazioni comuni allo sviluppo e alla giustizia sociale degli individui cui dovrebbe rispondere un senso di responsabilità e solidarietà condiviso da tutta la comunità democratica internazionale. Governanti che continuano a nascondere il loro cinismo dietro l’osceno discrimine della cittadinanza, per cui 300 morti ammazzati a Bengasi non sarebbero un crimine ma solo un affare interno a uno Stato estero. Governanti conniventi con regimi dittatoriali finché ciò è conveniente, pronti poi a sganciare bombe umanitarie quando quei regimi raggiungono (inevitabilmente e prevedibilmente) la soglia critica della degenerazione.

Uscendo dalla stanza degli interrogatori, alcuni studenti ed un paio di giovani avvocati vengono a sapere che c’è un giornalista italiano nell’edificio. E insistono per dire la loro. «Il pubblico italiano dica subito a Berlusconi che deve chiedere scusa al popolo libico. Non si vergognano lui e il vostro governo? Per tanti anni siamo stati vittime del regime fascista. Poi Berlusconi si è messo a sostenere un altro fascista come Gheddafi. Una vergogna! Lo sapete a Roma che i soldi italiani per gli indennizzi alla Libia sono serviti a Gheddafi per pagare i mercenari e comprare le armi utilizzate per reprimere il popolo libico? Vergogna per il fatto che, già quando era cominciato il massacro della nostra gente, anche allora non sia arrivata una condanna netta dall’Italia». Non c’è ostilità nei confronti del giornalista. Però traspare evidente il desiderio di essere finalmente ascoltati: da sudditi a cittadini. È un passo enorme, gigantesco.
Lorenzo Cremonesi, Corriere della Sera, 24/2/2011

Aggiornamento 22/2

Dopo aver trucidato migliaia di persone, Gheddafi ora annuncia le riforme… sono senza parole: l’unico annuncio che la comunità internazionale ora si dovrebbe aspettare è quello di deferimento del dittatore alla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Mostruoso.

PS: Se non fosse una sciagura spaventosa verrebbe da ironizzare sull’annuncio delle fantomatiche “riforme”… sembra lo stesso modus operandi del “nostro” premier: promettere illusorie riforme per distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità e dalle proprie reali intenzioni. La Libia è più vicina di quanto si possa credere…


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